(A fine pagina c’è il video che vedi in copertina)

 

 

Si, questo articolo parla di attualità e riprende un discorso che avevo già sentito nominare… integrazione della tecnologia nella vita quotidiana per comodità, praticità, performance ecc… Tu accetteresti un chip sotto pelle?

 

 

Io eviterei volentieri e la cosa migliore che mi viene da fare è fare un bell’articoletto per parlare dell’argomento, espanderlo e prenderne più consapevolezza.

 

 

Da cosa nasce la necessità del chip sotto pelle?

 

 

Il 17 Dicembre 2015 Alessio Lana pubblica sul corriere un articolo dal titolo “Otto consumatori su dieci vogliono farsi innestare un chip sottopelle

 

 

E nonostante ci siano numerosi “avventurieri” pronti a approdare sulla spiaggia dei nuovi “cyber-umani”, l’articolo qui sopra per me ha delle immagini innovative e altre raccapriccianti.

 

 

Esploriamo le motivazioni e le applicazioni possibili per tracciare un filo che ci porti a un bisogno reale, piuttosto che il bisogno indotto da società, usi, costumi e cultura consumistica.

 

 

Ritengo che ci siano molte applicazioni che possono migliorare la vita di persone diversamente abili. Le applicazioni che invece tendono ad “aumentare la realtà” a una popolazione normodotata non mi trovano d’accordo.

 

 

Per pazienti affitti da patologie si aprono scenari come: tornare a sentire, vedere meglio o avere un supporto alla propria routine di controllo.

 

 

Queste si che sono alcune delle applicazioni possibili che mi sento di “promuovere”: aiuto alla disabilità, alla patologia, rendere più dignitosa una vita che non avrebbe altra possibilità e la ottiene a questo modo.

 

 

Un utilizzo cosciente del chip sottocutaneo per ridare “normalità” a chi ne ha la necessità

 

 

Questo credo che sia una delle svolte positive che si può dare a questa invenzione del chip e che coinvolge chi per qualche motivo si trova a vivere una vita che percepisce “limitata”.

 

 

Vorrei che trattassimo con molta attenzione queste persone per far si che non ricadano nel soddisfare un bisogno di compagnia facendosi installare un chip invece di fare un incontro umano, relazionale, profondo e “reale”.

 

 

L'incontro tra persone reali non può essere soppiantato dagli incontri online. Condividi il Tweet

 

 

La svolta comunitaria della rete

 

 

Moltissimi utenti, per fortuna :-),  sono online spesso per far parte della Sharing economy e vivere in modo comunitario seppur virtualmente.  E questo per me è fantastico!

 

 

Il consumo collaborativo, unisce le persone e le allena a essere più gentili col prossimo. Condividi il Tweet

 

 

Personalmente voglio la possibilità di spegnere le “macchine” e ritirarmi nel mio silenzio se serve o tra amici e parenti. Usare la rete per vivere uno stile di vita più conscio delle mie necessità ed aspirazioni .

 

 

Sento che l’innesto del microchip sottocutaneo potrebbe portare via questa dimensione per sempre a molte persone ignare… Immaginate un neonato che al battesimo riceve un regalo del genere… Inaudito…

 

 

Ora ti invito a vedere il video se non arrivi già da YouTube:

 

 

 

 

Iscriviti al canale per vedere i video YouTube direttamente nella tua home con questo pulsante

 

Scrivimi qui sotto cosa ne pensi e condividi se ti è piaciuto.

Un abbraccio! A presto!

Commenti Facebook
Share

Commenti Facebook

Leave a Reply

Your email address will not be published.