Su internet oggi leggo di perdita, di fine di un ciclo.
Mi sento di esprimere la mia opinione nel salutare una grande anima.

 

Condivido le affermazioni di cui ho letto ultimamente sulla morte in campo olistico.
Si parla dell’inesistenza della morte, del fatto che sia la coscienza a definire la presenza o meno di un corpo, in qualsiasi stato sia, su questo piano.

 

Per coscienza mi riferisco a quella del singolo come a quella collettiva.
Nella coscienza collettiva umana non è morta un’icona di pace ma si è bensì trasformata in un potente simbolo.

 

Un baluardo dell’integrità di un uomo che ha fatto del servizio al prossimo la ragion d’essere.
In questo modo ogni persona che ne abbia ricordo, o che sia mossa dal suo operato, terrà in vita una sua parte da cui prenderà spunti per ulteriore creazione armonica.

 

Ci troviamo di fronte a un semplice cambiamento di forma di un’anima che ha risposto all’odio con amore, che ha evitato di lottare per rifuggire la guerra perchè ha capito che facendo così ne avrebbe solamente alimentato la forza. Ci ha insegnato che

 

Andare incontro alla pace è molto diverso e più benevolo che andare contro la guerra

 

In me ha personalmente instillato, o ricordato che dir si voglia, la filosofia Ubuntu e da cui ho imparato che Io sono ciò che sono in virtù di ciò che siamo tutti

 

Saluto con un invito alla pagina di Wikipedia dove si parla di questo modo di vivere e dove lui stesso spiega come metterlo in pratica al meglio.

http://it.wikipedia.org/wiki/Ubuntu_(filosofia)

 

Vi propongo di seguito una versione del video, tradotta da un volontario, con sottotitoli in Italiano. Non posso garantirne la fedeltà.

Sopra trovate l’originale.

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