Quando ho visto per la prima volta Luca esibirsi non ero assolutamente soddisfatto 🙂 , anzi non ero neppure contento di essere li! =D

 

 

Nel raccontarti il perché e soprattutto la sua storia (racconto la storia di un cantastorie…wow!) , colgo l’occasione per introdurti a una sovrastruttura caratteriale da cui puoi liberarti per far emergere la candida gioia di cui ti parlo nel titolo dell’articolo.

 

 

Si trattava di uno spazio artigiano-artistico milanese, al chiuso e non eravamo arrivati in orario per vederlo dall’inizio.

 

 

Non sapevo cosa aspettarmi dall’invito a uno spettacolo da parte di un “cantastorie”. Mi ero fatto delle false aspettative e ammetto di aver avuto molte resistenze.

 

 

Il Cantastorie e il generale interiore

 

 

Ti riassumo così come mi sentivo: c’era all’opera il mio amico, “il generale Maiorana”, che svolgeva la sua funzione di “filtro” delle emozioni, che infatti non sentivo chiaramente benché riconoscessi le facce entusiaste degli altri partecipanti.

 

 

Si tratta di un costrutto, una sovrastruttura rigida, una maschera appunto, che è emersa quando ero bimbo con la funzione di distaccarmi dalle emozioni relazionali intense che non potevo gestire a quei tempi, di farmi-ci sopravvivere.

 

 

Saperla gestire, trasformare e integrare nella tua vita ti permette ad esempio di (a seconda di come interviene su di te) :

 

 

  1. Essere più presente alle emozioni in relazione,
  2. Evitare di essere “categorico” nelle scelte,
  3. Poterti permettere si “so-stare” bene nelle situazioni più disparate.

 

 

Lo conosci?! Fa parte del tuo vissuto?! Scrivimelo qui sotto nei commenti o in privato via mail o social e posso consigliarti su come gestirla o su appuntamento accompagnarti nel trasformarla…

 

 

Il lavoro del Cantastorie Luca Chieregato

 

 

Torniamo alle meravigliose performance di Luca Chieregato 😉

 

 

Luca, il Cantastorie, cerca la prossima storia
Luca cerca la prossima storia. Foto di proprietà

 

 

Quando descrivo il lavoro del Cantastorie Chieregato parlo di candida gioia del bambino e delle relazioni perché è proprio quello che mi ha trasmesso Luca nei suoi spettacoli.

 

 

È riuscito a superare la “scorza del generale” di cui ti parlavo anche perché è un artista eclettico e poliedrico: può attirarti con il tono di voce, con una filastrocca, con una canzoncina, con una rima musicale, con le parole profonde di una favola e via discorrendo.

 

 

Lo senti cantare, muoversi a tempo di canto e disegnare con il corpo la favola che ti sta raccontando (Ehi qui c’è una rima fiabesca! =D ).

 

 

Se hai già visto l’intervista che gli ho fatto, uscita qualche tempo fa (la trovi sul mio canale Youtube), sai bene che dietro all’arte c’è sostanza oltre che forma.

 

 

Luca, il Cantastorie, ti chiede: "di che storia hai bisogno?". Foto di proprietà
Luca ti chiede: “di che storia hai bisogno?”. Foto di proprietà

 

 

Si c’è sostanza e lo si intuisce dalla fatidica domanda iniziale: appena ti vede indugiare nei pressi del suo spazio è solito chiederti “Di che storia hai bisogno?”.

 

 

Devi assolutamente vedere quante reazioni incredibilmente differenti hanno le persone a questa domanda:

 

 

da chi si allontana offeso (perché non ha bisogno di nulla lui … O_O ), a chi trasforma quel bisogno in un desidero…, a chi ammette che una bella storiella gli farebbe proprio comodo ora per tirarsi su…

 

 

(Clicca sui numeri qui sotto per continuare la lettura)

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