Una consapevolezza forte, di quelle che nonostante i giorni tumultuosi interiormente traspare fulgida….

 

“Seguire le proprie inclinazioni profonde rende molto più facile sviluppare una qualità/abitudine apparentemente difficile perché pesca nell’energia dell’infinito potenziale che Sei.
Il resto pesca dalla mente…e prima o poi ogni menzogna cade, viene svelata…”

 

“Seguire se stessi significa anche impegnarsi su più fronti per capire realmente cosa si vuole, poi portare a compimento ogni impegno possibile, con i propri tempi, anche quello meno piacevole…Conscio che da qui si riparte sapendo meglio cosa si vuole in questa vita…”

 

Per sviluppare il concetto:

Ci sono gusti che ora non ricordi nemmeno lontanamente perché ci sono parti di te oscure a cui è troppo impegnativo ora avere accesso… Però una cosa mi sembra lampante.

 

Se hai un rifiuto o ti viene molto difficile sviluppare una capacità (A) che vorresti, prova a iniziare ad apprenderne un’altra (B) che valuti altrettanto complessa e in un’altra direzione di tuo interesse…
Se nella seconda ti butti per istinto, nonostante gli iniziali, timori puoi chiederti…

 

Quanto profonda è la motivazione che mi spinge ad A e quanto a B?
Può essere che ti sia stato fatto imparare giorno dopo giorno a perseguire B, e tediarti perché non ti viene bene, piuttosto che perseguire A e gioire dei progressi?

 

Se sei un pesce, smettila di dannarti perché ti viene difficile salire sugli alberi.

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    1 Response to "I pesci non sono fatti per salire sugli alberi"

    • Alessandro Maiorana

      Rispondo qui ad un bellissimo contributo a questo articolo che ha lasciato Angelina e che puoi vedere nella pagina “Segni di Riconoscenza”. Lei scrive:

      “Mi piace lo spirito! la foto che hai scelto invita alla ricerca e alla serenità. Riguardo al non chiedere ai pesci di non salire sugli alberi, ne comprendo il senso ma non so perchè con il pensiero me ne vado al gambero di Gianni Rodari e al suo desiderio di imparare a nuotare andando avanti invece che indietro: o al gabbiano Jonathan che non arrendendosi all’idea che un gabbiano vola solo per mangiare, lasciò il suo gruppo per sperimentare la libertà di volare per amore del cielo e di se stessi. Credo che bisogna spingersi oltre le colonne di Ercole con la consapevolezza che essere una pecora nera è un vantaggio se ciò che facciamo è indirizzato al bene. Per questo penso che se un pesce desidera stare su un albero, può provarci! è un’estremizzazione per dire che bisogna assecondare le proprie tendenze con la consapevolezza che il nostro agire va nella direzione dell’autorealizzazione e che questo fa si che ci consenta di desistere o al contrario di continuare. Insomma, dobbiamo noi con la nostra vita capire cosa possiamo o non possiamo fare! ho ho ha ha”

      Grazie di aver condiviso la tua verità con me 🙂 . Mi dai l’occasione di dare una mia visione sul concetto che esprimo nell’articolo.

      Il pesce che cerca di salire sull’albero nella metafora é un coscienza ancora dormiente. Impara ad ascoltarsi mentre cerca di salire sugli alberi come gli é stato insegnato. Scopre poi la sua natura vera e si rivolge all’acqua dove si muove con intento ed energia, ma senza attrito, verso la sua realizzazione.

      Un abbraccio 🙂
      Alessandro

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